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ciao a tutti sono riuscito a fissare l’incontro con il prof. Setti che ci verrà a spiegare il progetto ” Comunità Solare”, per verificare se fosse possibile e opportuno partecipare con la nostra iniziativa. a presto
Alberto Piras

quindi solito posto, solita ora
Mercoledì 13 ott sala parrocchiale Farneto ore 21

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Commenti su: "incontro con professor Setti per comunità solare Mercoledì 13 ott sala parrocchiale Fa rneto ore 21" (3)

  1. […] ne parla il Prof. Leonardo Setti Mercoledì 13 ottobre 2010 alle ore 21 presso la Sala Parrocchiale del […]

  2. Paolo Spunta ha detto:

    copio dal sito:
    http://www.voltimum.it/news/7561/infopro.profnews.norms/linee-guida-per-l-autorizzazione-degli-impianti-alimentati-da-fonti-rinnovabili.html
    questo articolo pubblicato il 5/10/2010.

    Aldilà di quello che discuteremo mercoledì prossimo, forse non sarebbe (stato) male porci come primo obiettivo 1 impianto fotovoltaico da Max 20kW, in modo da toglierci una parte burocratica…
    Ciao Paolo Spunta
    ———————–
    Linee guida per l’autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili

    Dopo sette anni di attesa, sulla Gazzetta Ufficiale n. 219 del 18 settembre 2010 sono state pubblicate le linee guida sulla realizzazione di impianti di produzione di energie rinnovabili

    Dopo sette anni di attesa, sulla Gazzetta Ufficiale n. 219 del 18 settembre 2010 sono state pubblicate le linee guida sulla realizzazione di impianti di produzione di energie rinnovabili. La legislazione unica semplificherà la burocrazia e stabilizzerà gli incentivi. Le linee guida nazionali saranno operative dal prossimo 3 ottobre.

    Lo sviluppo delle energie rinnovabili in Italia è ancora limitato, complice un quadro legislativo fino ad oggi non univoco per la realizzazione di impianti e soluzioni domestiche green, e con regole regionali spesso in contrasto tra loro sugli investimenti verdi in fonti rinnovabili.

    Le Regioni dovranno dunque adeguare le proprie regolamentazioni, agevolando in tal modo il lavoro degli operatori di settore e contribuendo all’incentivazione della Green Economy.
    Tra gli obiettivi principali delle linee guida, realizzate in attuazione della direttiva europea 2001/77/CE, c’è quello della semplificazione delle procedure autorizzative inerenti l’installazione degli impianti, per favorire gli investimenti coniugando le esigenze di crescita e il rispetto dell’Ambiente.

    L’introduzione delle nuove linee guida dovrà infatti appianare i conflitti di competenza tra Stato, Regioni ed enti locali in materia autorizzativa: semaforo verde, dunque all’autorizzazione unica, il cui rilascio – da parte della Provincia o della Regione – dovrà comunque essere subordinato al rispetto delle normative in vigore in ambito paesaggistico, ambientale e nel rispetto delle regole poste a tutela del patrimonio culturale e senza trascurare le disposizioni in materia di sostegno nel settore agricolo.

    Sempre nel rispetto di questi vincoli, sarà sufficiente presentare una DIA per i piccoli impianti con capacità inferiore ai limiti fissati dalla Tabella A allegata al Decreto (ossia che non superino il tetto di 60 kW per l’eolico, 20 kW per il fotovoltaico, 100 kW per l’idroelettrico, 1000 kW per quelli a biomassa), mentre per quelli che vengono definiti impianti minori (minieolici, fotovoltaici architettonicamente integrati) basterà una comunicazione di inizio lavori inviata preventivamente al sindaco del comune in cui sarà effettuata la realizzazione.

    L’auspicio è che le nuove regole possano realmente rendere più fluidi i processi oggi frenati da differenze di gestione burocratica e problemi puramente formali, soprattutto quando si intravedono all’orizzonte nuove opportunità dal punto di vista finanziario: a beneficio delle nuove realizzazioni, oltre agli auspicati snellimenti burocratici, è infatti in arrivo nuova linfa – in termini di risorse finanziarie – data dall’accordo siglato tra la Banca Europea degli Investimenti e Unicredit Leasing, nella cui disponibilità sono giunte risorse per complessivi 200 milioni di euro, da destinare al sostegno di nuovi progetti varati dalle piccole e emdie imprese italiane nel campo delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica.

    Le nuove Linee guida non valgono per gli impianti offshore, per i quali l’autorizzazione deve essere rilasciata dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, sentiti il ministero dello Sviluppo Economico e quello dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

    I principali contenuti delle linee guida sono i seguenti:
    1) Sono dettate regole per la trasparenza amministrativa dell’iter di autorizzazione e sono declinati i principi di pari condizioni e trasparenza nell’accesso al mercato dell’energia;
    2) Sono individuate modalità per il monitoraggio delle realizzazioni e l’informazione ai cittadini;
    3) È regolamentata l’autorizzazione delle infrastrutture connesse e, in particolare, delle reti elettriche;
    4) Sono individuate, fonte per fonte, le tipologie di impianto e le modalità di installazione che consento l’accesso alle procedure semplificate (denuncia di inizio attività e attività edilizia libera);
    5) Sono individuati i contenuti delle istanze, le modalità di avvio e svolgimento del procedimento unico di autorizzazione;
    6) Sono predeterminati i criteri e le modalità di inserimento degli impianti nel paesaggio e sul territorio, con particolare riguardo agli impianti eolici (per cui è stato sviluppato un allegato ad hoc);
    7) Sono dettate modalità per coniugare esigenze di sviluppo del settore e tutela del territorio: eventuali aree non idonee all’installazione degli impianti da fonti rinnovabili possono essere individuate dalle Regioni esclusivamente nell’ambito dei provvedimenti con cui esse fissano gli strumenti e le modalità per il raggiungimento degli obiettivi europei in materia di sviluppo delle fonti rinnovabili.

  3. Paolo Spunta ha detto:

    la settimana scorsa (ven 1/10/10) ero in Banca Etica, e ho provato a sondare se esiste la possibilità di avere un “punto di appoggio” per la pre-raccolta delle quote (non la semplice dichiarazione di “investimento”, anche solo su internet) per l’impianto del “consorzio”.
    Dai pochi minuti di chiacchiere, il linea di massima il modo corretto di procedere (suggerito) è:
    1) aprire 1 conto corrente, possibilmente con poche spese, e con un paio (almeno) di firme dei “rappresentanti” (purtroppo non ricordo se deve essere già stata creata formalmente l’associazione);
    2) chi vuole dare una o più quote, può fare 1 bonifico verso quel conto, in modo che il “mittente” e la “cifra” sia chiara;
    3) se la cifra totale viene raccolta si procede con il progetto; diversamente vengono restituiti i soldi (eventualmente decurtate le spese della creazione del conto…).

    Con idee più chiare si può tornare a sentire…
    Ciao Paolo Spunta

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